Raffaela Rondini

Louvre Abu Dhabi

Raffaela Rondini

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Raffaela Rondini

Apriamo questo blog in bellezza, con il Louvre di Abu Dhabi che distende il proprio placido e leggiadro corpo di cubi bianchi in riva al mare, sovrastato da un’immensa cupola bucherellata color argento.

Questa meraviglia di Jean Nouvel ospita celebri capolavori orientali ed occidentali provenienti da tutto il mondo ed una curiosa selezione di opere d’avanguardia.

In riva a questo mare caldo ai bordi del deserto rimaniamo semplicemente incantati dalla bellezza della natura e dal genio dell’umanità.

Se vero è che solo la conoscenza che passa attraverso i propri sensi impressiona per sempre la mente, allora quest’opera e tutte quelle che racchiude al suo interno bisogna venire proprio a vederle di persona e non c’è altro da dire.

Il blog lo potremmo pure chiudere già qui ché non serve a nessuno.

Chi però per validi motivi non potesse correre oggi stesso fino agli estremi del deserto arabo è opportuno che sappia che esiste un luogo fisico dove tanti punti di vista si incontrano amandosi sublimemente e dove convivono persone, spazi e tempi molto diversi.

In gita coatta al Louvre di Abu Dhabi si potrebbero portare volentieri comunque tutti coloro che asseriscono che due mondi lontani non possano mai incontrarsi, che la diplomazia è impossibile e che le ragioni sono solo di qua o di là e comunque da farsi valere con la forza.

In questo luogo è possibile provare un vero sublime appagamento e persino accendere la speranza in un futuro di rispetto fra le civiltà.

La bellezza interna ed esterna dell’edificio e le lunghe e proficue collaborazioni interculturali che ne hanno accompagnato la costruzione possono essere una grande lezione per l’umanità, un’occasione per conciliare i popoli, per superare gli ostinati preconcetti, le paure, le chiusure che mettono gli uni contro gli altri, oggi più che mai.

Le menti illuminate che hanno voluto il Louvre di Abu Dhabi sono convinte che la forma sia sostanza, che la sapienza affratelli e che davanti all’essenza della vita siamo tutti una grande famiglia. In questa luminosa eleganza si incontrano cielo, mare, deserto, e splendide opere di artisti di ieri e di oggi, le migliori di tutte le provenienze. Così come da sempre su questa terra ci si incontra e non ci si ferma mai, in questi spazi non si vedono limiti, ma dolci ed ampi movimenti e la vita nel suo fluire naturale.

Le forme pulitissime e regolari, i colori delicati, dal beige, al tortora, al grigio, al celeste, ma anche all’azzurro deciso del soffitto della caffetteria o semplicemente i bianchi e neri ci aiutano a sentirci a nostro agio nella complessa scena come graditi ospiti. Camminiamo qui insomma ovunque sempre con piacere e curiosità. L’elemento più impressionante del grande complesso è certamente l’immensa cupola bassa di metallo traforato che dà un grande senso di protezione, ma anche di apertura e di libertà perché dai numerosissimi fori entrano luce ed aria in modo sempre diverso durante tutto l’arco del giorno. Sembra di essere sotto una vera e propria volta celeste e ci si sente anche un po’ nomadi del deserto, con soffi di vento caldo che arrivano da ogni parte, e però fortunati, perché abbiamo comunque abbastanza ombra per sopravvivere, e poi una meravigliosa caffetteria e le grandi sale espositive con la migliore aria condizionata di tutti i tempi. Sotto la magica cupola argentata da mille ed una notte si organizzano le bianche sale in un complesso che le fa sembrare case di una città araba.

Per andare da una zona all’altra del museo si esce al caldo e si percorrono i viali grigi, all’ombra filigranata della cupola. A volte si ha l’impressione di essere nei campi veneziani, quelle piazze isolate e silenziose, e seduti ad una panchina si vede il mare entrare, battere dolcemente ai muri candidi delle sale ed i pali ai margini della costruzione per attraccare le navi stanno qui però nuovi nuovi ritti e immobili. Al posto dei bambini veneziani che giocano, qui si vedono dei bagnini asiatici vestiti di arancio fluorescente, pronti per contratto a ripescare il visitatore che, rapito dall’estasi, cascasse in mare.

Radi uccelli cantano e volano liberi sotto la cupola, i visitatori passeggiano leggiadri sulle larghe e calde strade di cemento chiaro e il bianco, il grigio ed il celeste del mare e del cielo entrano soffiando dentro questa delicata bellezza.

Se Venezia è splendidamente antica e fissata in una cornice storica ricca e ben definita, questo Louvre è da un lato magnificamente moderno, dall’altro splendidamente fuori dal tempo. La tecnica che ne ha consentito la costruzione in mare è frutto di tanto lavoro e di conoscenze recentissime, inimmaginabili qualche decennio fa, e la cupola stessa è un inno alla matematica applicata, ma le forme pure ed essenziali, la forte presenza della natura, i colori chiari e l’ampiezza degli spazi danno a questa struttura una collocazione temporale amplissima e sollevano lo sguardo e l’anima ai più ampi orizzonti.

6 anni fa